Resti rupestri dell'abitato anonimo di cima  

Remains of the anonymous inabited area on the top of the mountain

         
  Riserva Naturale Orientata del Monte Altesina   Monte Altesina Special Nature Reserve  
 

 

 
 

Il Monte Altesina, si chiamava in antico Mons Aereus, (il monte aereo), probabilmente per via della sua forma svettante che lo innalza dal fondovalle con una forma puntuta visibile e riconoscibile da gran parte della Sicilia centrale. Esso venne preso persino a pietra di paragone per l’altezza nonostante non raggiunga i milleduecento metri sul livello del mare. Nei paesi vicini è ancor’oggi facile sentir dire “gatu quantu l’Artisina”, alto quanto l’Altesina.
La sua forma facilmente traguardabile, oltre alla sua posizione centrale, consentirono
agli arabi di sceglierlo quale punto trigonometrico principale in Sicilia, e da esso fecero dipartire i tre Valli, le tre regioni amministrative che dividevano la Sicilia in età emirale e che rimasero tali sino alla decadenza del feudalesimo nel XIX secolo.

 

In ancient times was called Mons Aereus, the airy mount, probably because of its soaring form that raises it up from the bottom of the valley with a pointed shape visible and recognisable from much of central Sicily. It was even taken as a yardstick for height, although it does not reach 1200 metres above sea level. In nearby villages it is still common to hear people say “gatu quantu l’Artisina”, as high as the Monte Altesina.
The fact that it is easy to get over, as well as its central position, induced the Arabs to choose it as the main trigonometric point in Sicily, and they used it as the starting point for the three Valleys, the three administrative regions into which they divided Sicily in the age of the emirs and which remained as such until the decline of feudalism in the nineteenth century.

 

 

Convento di S. Maria  

S. Maria convent

         
 

Sulla cima, almeno dall’età del bronzo, si stanziarono popolazioni indigene dedite alla pastorizia e protette dall’acclività dei versanti. Qui, tra le guglie rocciose erose dagli agenti atmosferici e lavorate dall’uomo, le ricerche archeologiche hanno portato alla luce le strutture di un abitato a più riprese utilizzato sino al medioevo. Tra i ruderi compaiono case, cisterne, ampie grotte artificiali a probabile uso cultuale. Più in basso, sui versanti del monte coperti dalla fitta foresta a quercine, compaiono diverse sepolture a grotticella artificiale scavate nelle emergenze di quarzarenite.
Dal medioevo il bosco, annesso al demanio della città di Nicosia, venne abitato da diversi eremiti che finirono per creare un convento attorno alla chiesetta di Santa Maria o di San Girolamo di Lartisina. Oggi del convento, detto Cummintazzu, rimangono i resti di una cascina utilizzata come rifugio dai frati, e parte delle strutture della chiesa. La comunità monacale sopravviveva con il ricavato del bosco e con la questua che veniva effettuata nelle masserie e nei borghi vicini.

 

On the peak, at least starting from the Bronze Age, there settled indigenous populations that raised sheep; they were protected by the steepness of the mountain sides. Here, amid the rock spires eroded by atmospheric agents and shaped by man, archaeological research has shown up the structures of a settlement used at different times down to the Middle Ages. Among the ruins there appear houses, cisterns, and big artificial grottoes probably used for cult purposes. Further down, on the versants of the mountain covered with thick quercine forests, there appear various artificial cave burials hewn out in the quartz-arenite outcrops.
From the Middle Ages the wood, annexed to the Demesne of the town of Nicosia, was inhabited
by various hermits, who ended up creating a monastery around the little Santa Maria or San Girolamo di Lartisia church. Of the convent, known as Cummintazzu, today there are the remains of a farmhouse used as a shelter by the friars, and part of the structures of the church.
The monastic community survived with what it got from the wood and by begging at nearby farms and neighbouring villages.

 

 

Cavità artificiale su una emergenza di quarzarenite  

Artificial cave on the Altesina mountain

 

 

 
 

I versanti della montagna, gestiti oggi dalla Azienda Demaniale delle Foreste, sono quasi interamente ricoperti da una fitta foresta latifoglie composta essenzialmente da lecci, qui in trasgressione, posti cioè al di sopra della linea altimetrica che in genere ne limita la espansione, ad essi si alterna la roverella, quercia anch’essa ma spogliante, e nel sottobosco il pungitopo, l’edera, il ciclamino, la Dafne laureola, i cisti, l’ipocisto, i rovi e lo stracciabraghe. Le radure, utilizzate per l’alpeggio delle mandrie, sono inverdite da ferle, erba medica, asfodeli bianchi e gialli.
Fanno parte della fauna il picchio rosso maggiore, alcuni rapaci diurni come la poiana e lo sparviero, e rapaci notturni, barbagianni, allocco, assiolo. Frequente è la volpe e, più volte, è stato segnalato il gatto selvatico. La riserva, nei comuni di Nicosia e Leonforte, si estende
per circa 744 ettari (593,2 di zona A e 150.7 di preriserva).

 

The versants of the mountain, now managed by the Demesne Forestry Board, are almost entirely covered by thick broadleaved vegetation made up essentially of holm oaks, which here are above the altimetric line that usually limits their expansion, alternating with downy oak, which is deciduous, and in the undergrowth holly, ivy, cyclamen, spurge laurel, cistus and briar.
The clearings, used for summer grazing of herds, are made green by ‘ferla’, lucerne grass, and white and yellow asphodels.
Regarding fauna we have the great spotted woodpecker, some diurnal birds of prey like the buzzard and the goshawk, and nocturnal birds of prey, like the barn owl, the tawny owl and the scops owl. The fox is frequent and the wild cat has been seen several times.
The reserve is in the territories of Nicosia and Leonforte. It has a surface area of 744 hectares, 593.2 of which are in Zone A and 150.7 are pre-reserve.

 
   

Riserva Naturale Orientata del
Monte Altesina

Azienda Foreste Demaniali
V. Piazza Armerina - Enna
Tel. 0935 525111

 

 
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