La vallata con i sali depositati nella riserva di Capodarso  

The valley with settled salts in the Capodarso riserve

         
  Le aree protette nella provincia di Enna, quasi un parco degli Erei
 
  Protected areas in the province of Enna, almost an Erei Nature Park
 
 
 

… quos amenitate, naturaque, et sito locorum peculiari, ad recreationem, et voluptatem aestivam, per quam oppportunos esse dicunt, hortensi quoque fructu abundant, malorumque ingens est ubertas. (Diodoro Siculo)
 

 
 

Con queste parole, lo storico agirino Diodoro Siculo, descriveva i monti della sua terra, quasi agente di incoming turistico ante litteram, vantandone non solo le beltà paesaggistiche ma anche la capacità ricreazionale, in una modernità stupefacente per quei secoli lontani.
Quelle terre sono oggi parte della provincia di Enna, posta nel cuore dell’isola di Sicilia, che comprende quasi interamente le alture degli Erei, confinando con i grandi complessi del Val Demone (Madonie e Nebrodi, a Nord, con l’edificio dell’Etna ad Est) oltre che con la Piana di Catania.
Gli Erei, che prendono il nome dal toponimo romano del Monte Altesina, detto “Mons Aereus”, per via della sua forma svettante, sono cime minori rispetto alla catena appenninica sicula (non toccano mai i milleduecento metri sull’altezza del mare) ma, soprattutto in alcuni casi, per la loro posizione e per la storia del territorio, hanno mantenuto intatta un’anima “montana” e selvaggia che li rende ancor’oggi estremamente interessanti.
Su queste cime, non di rado occupate da abitati vecchi di millenni, si è sviluppata una lunga storia fatta degli apporti di diverse civiltà e culture, in diversa maniera capaci di interloquire con l’ambiente naturale e di creare un paesaggio di spiccata personalità e di forte gradevolezza.
Guardando da uno dei balconi offerti dalle cittadine più antiche, Enna, o la patria di Diodoro, Agira, o, ancora, la famosissima Centuripe, la vista spazia su questo paesaggio a tratti occupato dal latifondo cerealicolo, intersecato dai meandri dei fiumi qui appena nati e diretti verso i lidi siciliani, il Dittaino, il Salso o Imera meridionale, il Cimarosa, il Gornalunga, il Simeto, il Braemi, punteggiato da masserie, miniere di zolfo, torri medievali e alture rocciose.
Questo paesaggio contiene alcuni luoghi che, per la loro integrità, per la loro capacità di accogliere specie animali selvatiche oggi rare e singolarità floristiche, la Regione Siciliana ha dichiarato riserve naturali.
Le aree protette sinora istituite in provincia di Enna sono complessivamente nove, sette riserve naturali, una parte del Parco Regionale dei Nebrodi, e il primo Parco Archeologico Minerario di Sicilia, quello di Floristella Grottacalda. Queste aree formano una vera e propria rete ed oggi sono ulteriormente interconnesse grazie alla individuazione di altri luoghi che sono stati dichiarati Siti di Importanza Comunitaria per il loro valore ecologico al punto da formare un sistema integrato naturale, quasi un “Parco Naturale degli Erei” nella Sicilia centrale.

 

With these words, the historian Diodorus Siculus, who came from Agyrium, described the mountains of his own land, almost like a tourist agent, boasting not only of the beauties of its landscape but also its recreational capacity, with a modernity which is amazing for those distant centuries.
Those lands are today part of Enna province, which is set in the heart of the island of Sicily and almost entirely encompasses the Erei heights, confining with the great complexes of Val Demone (Madonie and Nebrodi, to the north, with the volcanic edifice of Etna to the east) as well as the Plain of Catania.
The Erei, which take their name from the Roman name of the Monte Altesina, referred to as ‘Mons Aereus’, because of its soaring shape, one thousand two hundred metres above sea level, but, above all on account of their position and the history of the territory, they have maintained intact a wild ‘mountain soul’ that still today makes them very interesting.
On these peaks, which have often had dwellings on them for millennia, there has developed a long history made up of the contributions of various civilisations and cultures, capable in various ways of interacting with the natural environment and creating a highly personal and extremely pleasant landscape.
Looking out from one of the balconies afforded by the oldest little towns, Enna, or the birthplace of Diodorus, Agira (Agyrium), or yet again the very famous Centuripe, the gaze sweeps over this landscape which here and there is occupied by the cereal-producing latifundium, intersected by the meanders of the rivers that have just come into being and head towards the Sicilian shores - the Dittaino, the Salso or the southern Imera, the Cimarosa, the Gornalunga, the Simeto, the Braemi - and dotted with farmhouses, sulphurmines, medieval towers and rocky heights.
This landscape also contains places that, on account of their integrity, and their capacity to give hospitality to wild animal species, that are now rare, and peculiar floras, the Sicilian Region has declared nature reserves.
The protected areas so far set up in Enna province number nine altogether, with seven nature
reserves, a part of the Nebrodi Regional Park, and the first Archaeological Mining Park in Sicily, the Floristella Grottacalda one.
These areas form a true network and today are further interconnected through the identification of other places that have been declared Sites of EEC Importance due to their ecological value, to such an extent as to form an integrated natural system, almost an “Erei Nature Park” in central Sicily.

 
         
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