SETTORE VII   SOCIOCULTURALE
Dirigente  Dott. Geppina Gatto
Resp. del proc. Arch. Silvana Bonaccorso
 

BENI CULTURALI

CANTIERI APERTI

CHIESA SS.annunziata di CENTURIPE

28 Ottobre 2004, giovedì dalle h. 09.00 alle h. 14.00
si potrà accedere e visitare il cantiere.

 

Prog. Arch. Natale D'Oca,
Geol. Santo Censabella, Ass. graf. e di cant. Gaetano Leanza
 Arch. Silvana Bonaccorso -  Prov. Reg. di En.,

Daranno al loro disponibilità agli interessati, per illustrare le varie fasi progettuali, di restauro e quant'altro.
L'iniziativa "cantieri aperti" viene da tempo promossa dalla Provincia regionale di Enna, essa è correlata alle fasi di pubblicizzazione dei beni immobili oggetto di contributo finanziario.
La fase conoscitiva divulgativa, mira attraverso la conoscenza e la partecipazione a diminuire gli innegabili disagi che ogni cantierazione porta, al coinvolgimento nel fatto d'arte, ed infine ad una più consapevole diffusione, uso e fruizione del bene stesso.

Dalle ore 10,00 alle 11,00 visiteranno il cantiere parte dei ragazzi delle scuole medie.
Dalle ore 11,00 alle 14,00 saranno presenti i ragazzi delle quinte del Liceo Classico S. Citelli e dell' Istituto Professionale G. Magno.

Saranno loro assieme ai tecnici, a presentare il cantiere, diventando potenzialmente i veri divulgatori e promotori del territorio.
Utilizzare l'esperienza dei formatori ed il naturale entusiasmo dei ragazzi congiunto al loro studio, nel tempo sta diventando un efficace veicolo per la divulgazione e la conoscenza del patrimonio che ci appartiene.

Tutt'uno con la morfologia del territorio Centuripe si estende nella sua caratteristica pianta a stella, presentando in una delle sue "punte" la costruzione della chiesa della SS Annunziata.

 



La Chiesa SS. Annunziata

Viene edificata nel XVIII sec. in posizione dominante rispetto al centro abitato ed all'ambiente circostante che è quello del paesaggio collinare, coloristicamente diversificato dai tanti tipi di terreni affioranti.

A pianta rettangolare, ad unica navata, presenta una grande semplicità d'impianto. Esternamente è caratterizzata da un rivestimento in intonaco cementizio grossolanamente posto un opera.
In epoca posteriore viene costruito un corpo aggiuntivo, da adibire a sacrestia. Esso viene realizzato su grandi arconi di sostegno, imponenti, tutt'uno con la materia circostante, ed oggi motivo di buona parte del restauro. Complessivamente, la chiesa presenta uno stato generale di degrado dovuto all' umidità discendente ed alle infiltrazioni delle acque piovane a livello di copertura. Sono inoltre presenti numerose ed evidenti lesioni tra il corpo di fabbrica originario e l'adiacente, successiva sacrestia. Essi sono sicuramente causati da fenomeni di cedimento del terreno di fondazione dove poggiano gli archi di sostegno e ribaltamento delle murature.

L'intervento di restauro investe nella quasi totalità la chiesa, riguardando in particolar modo il consolidamento della sacrestia ed il rifacimento delle coperture. Obiettivo finale, oltre il recupero della stessa fabbrica è quello di ridare l'antica configurazione e caratterizzazione, riproponendo attraverso il recupero la dovuta attualizzazione.

Prima del restauro le condizioni generali di stabilità e conservazione erano precarie. Buona parte del degrado strutturale investiva l'organismo della sacrestia, che edificata su grandi arconi privi di fondazione poggiava direttamente su arenarie e sabbie. Gravi alterazioni interessavano in generale le coperture e l'insorgere nel tempo di superfetazioni avevano sempre più cancellato ogni testimonianza dello stato originario e quindi quei passaggi significativi da un punto di vista storico culturale.

IL RESTAURO

Dalle indagini ed analisi preliminari si sono individuati i punti critici del dissesto:
- La struttura verticale della sacrestia viene interessata da una serie diffusa di lesioni verticali, e di tipo passante, assenti in alcuni casi le reciproche ammorsature.
- Pericolo di crollo da parte di blocchi pietra del paramento murario di chiusura degli arconi.
- Gli archi di sostegno, presentano la loro precarietà d'impianto, vista l'assenza di fondazioni,
- Altri elementi di debolezza strutturale sono rappresentati dal solaio e dalle volte del vano sacrestia e dalla copertura spingente dell'intero edificio.


Rimozione blocchi di pietra, paramento murario.


Consolidamento della fondazione.


Rifacimento copertura.


Rifacimento del solaio della sacrestia.

 

INTERVENTI SULLA STRUTTURA

Si è innanzi tutto operata la messa in sicurezza della struttura, ciò attraverso il consolidamento delle murature e secondo il principio della compatibilità tecnica e della distinguibilità del vecchio col nuovo materiale. Si è attenzionata la composizione chimica delle malte utilizzate e dei materiali in genere, da ciò la scelta di utilizzare oggi leganti a base di calce idraulica e mattoni in cotto per le integrazioni.
Per la riparazioni di lesioni e la realizzazioni delle ammorsature si è adoperata la tecnica del "cuci e scuci".
Sono state rifatte le coperture, realizzando per la navata centrale delle capriate miste come sostegno, e complessivamente una copertura non spingente a vista per il vano sacrestia.

 


Orditura del tetto prima dell'intervento.


Costruzione della copertura non spingente.


Copertura dopo il restauro.


Immagine della muratura dopo la stiliatura.

 

RIPRISTINI

Al fine del ripristino degli aspetti architettonici caratterizzanti l'edificio, sono state rimosse delle superfetazioni che ne avevano microscopicamente alterato i tratti.
Un intervento particolarmente significativo ha interessato il prospetto principale. A partire dal rinvenimento di alcuni frammenti di intonaco e di alcune immagini del prospetto, si è potuto riproporre la coloritura originaria utilizzando malta "la Farge" e granuli di cocciopesto. Sono state riaperte la porta e la finestra chiuse negli anni '60 lungo il prospetto laterale.
Si procederà infine allo snellimento dell'attuale pavimento, poiché dopo un sondaggio sono state ritrovate tracce di una antica positura in cotto.

 

 

 

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