SETTORE VII   SOCIOCULTURALE
Dirigente  Dott. Geppina Gatto
Resp. dell'uff. BB.CC. Arch. Silvana Bonaccorso
 

BENI CULTURALI

CANTIERI APERTI

Duomo di Enna

28 Ottobre 2005, venerdì dalle h. 09.30 alle h. 14.00
si potrà accedere e visitare il cantiere.

 


L'assessore ai Beni Culturali, Dr. Gaetano Adamo

Prog. Arch. Massimiliano Fontanazza, Danilo Ausiello
Prov. Reg. Enna , Arch. Silvana Bonaccorso.
Sopr, BB.CC.AA. Arch. Roberto Vigore

 

Daranno al loro disponibilità agli interessati, per illustrare le varie fasi progettuali e di restauro.
L'iniziativa "cantieri aperti" viene da tempo promossa dalla Provincia regionale di Enna, essa è correlata alle fasi di pubblicizzazione dei beni immobili oggetto di contributo finanziario.
La fase conoscitiva divulgativa, mira attraverso la conoscenza e la partecipazione al coinvolgimento nel fatto d'arte, ad una più consapevole diffusione, uso e fruizione del bene.

 

Dalle ore 9,30 alle 13,00 parteciperanno all’iniziativa:

 

Ist. D’Arte “M.Cascio” di Enna, (sez. Architettura),
Liceo Classico S. Citelli di Centuripe (classe quinta),
Liceo Linguistico "A. Lincoln" di Enna,
Ist. Tecnico per Geometri “A. Volta” di Nicosia,
Scuola Media "D. Alighieri", Leonforte,

Scuola Media "Savarese", Enna,

Scuola Media "Garibaldi", Enna.

 

Club service, FIDAPA di Enna.

 

Saranno loro assieme ai tecnici, a presentare il cantiere, diventando potenzialmente i veri divulgatori e promotori del territorio.
L'esperienza dei formatori congiunta allo studio ed al naturale entusiasmo dei ragazzi, nel tempo, sta diventando un efficace veicolo per la divulgazione e la conoscenza del patrimonio che ci appartiene.

 

 

 

Enna…lì dove storia e mito si compenetrano…

 

... la tradizione vuole che il Duomo sia costruito sui resti di un antico tempio dedicato a Proserpina.

 

L’attuale configurazione.

Le parti in chiaro stile gotico – catalano, che definiscono volumetricamente l’impianto del Duomo,  presentano oggi le successive sovrapposizioni barocche, che si espandono con ricchi stucchi, tele pittoriche, superfici lignee ed altro ancora, di fatto un’analisi formale del monumento risulta di complessa formulazione.

La prima datazione certa relativa l’edificazione risale al XIV sec. quando Eleonora d’Aragona fa costruire un grandioso Duomo in stile gotico al posto di una primitiva chiesetta cristiana.

Dell’originaria impostazione basilicale a croce latina a tre navate, ricca di colonne e ornati, resta ben poco, così come dell’originario campanile gotico, ben diverso da quello attuale fortemente caratterizzante con il suo schema a torre su portico a volumetria decrescente. Molte vicende e fatti rovinosi faranno comunque mutare nel tempo spazi ed impianto.

Si evince dalle foto quello che anticamente era considerato lo “spazio sacro”, intorno al monumento.

 

 

Oggi si mantiene ancora l’impianto originario a tre navate, quella centrale risulta divisa in sei campate, con archi a sesto acuto sorrette da robuste colonne in alabastro scuro con capitelli in stile corinzio e basi ricche di raffigurazioni.

 

Sopra le campate la muratura viene scandita da finestre rettangolari, ad esse si alternano ampi quadri con raffigurazioni sacre,

 

la luce esterna filtrata dal claristorio da un tocco surreale all’impianto rendendo magiche le superfici incrostate di stucchi e decori.

 

Nella seconda metà del 1500 viene realizzato il soffitto ligneo a cassettoni, ad opera del Magister lignarius Andrea Russo da Collesano,
i cori lignei frapposti tra i piastroni dell’arco trionfale e le ultime colonne della navata ed infine verrà aperta la cappella laterale dedicata al Battesimo. Il gusto barocco che fa tendenza in Sicilia nel XVII secolo non risparmia il Duomo, decretandone la veste ornamentale definitiva. L’abside minore cambierà aspetto, verranno edificate delle edicole votive nelle navate laterali e si rivisitano le pareti che accoglieranno le pregiate tele del Paladini e del Borremans.

 

Nell’ultima campata della navata centrale si trovano due palchi, realizzati da Scipione da Guido, riccamente decorati con patina pittorica, destinati ad ospitare il grande organo a canne, (sulla sinistra), e l’orchestra.

 

Di fronte al palco su progetto di Geronimo Longi (1609) viene posto il pulpito, esso ha base esagonale, contornato da cariatidi, delle effigi a tutto tondo fungono da mensole, la preziosa scala d’accesso ed il baldacchino completano l’opera.

 

Solo nel 1609 si dà inizio ai lavori per la sacrestia nuova. Essa si articola essenzialmente in due ambienti, ambedue a forma quadrangolare con copertura a crociera in conci di pietra. Una sequenza di ritratti di prelati ornano le pareti in alto, e nel secondo ambiente fanno mostra di se un prezioso lavabo in marmo ed

il casserizio che con la sua imponenza (11.50ml x 2.40 x 3.80 ml) copre una intera parete.

 

Sarebbe oltremodo interessante esplorare ogni parte del monumento, dalle divisioni spaziali, alle incrostazioni marmoree, agli altorilievi, ai decori, alle suppellettili.
Sappiamo che il duomo, al suo interno conserva uno dei tesori più ricchi d’Italia, i soli pezzi di oreficeria rappresentano un documento completo dell’arte orafa dal 1200 ai nostri giorni.

... l’esterno così come l’interno presenta sorprendenti soluzioni architettoniche, come la mensola posta vicino la finestra S –E dell’abside centrale alla quale si attacca un accenno di arco ...

 

IL RESTAURO

La storia del Duomo, leggibile attraverso i segni legati alle stratificazioni interne risulta anche evidente dalle diverse modifiche ed adeguamenti subiti nel corso degli anni. L’esigenza di avviare un opera complessiva di restauro nasce da una attenta lettura del bene e da una duplice consapevolezza, legata all’importanza che il Duomo oggi riveste come bene culturale all’interno del nostro tessuto urbano, e come punto di riferimento all’interno di un complessivo panorama morfologico, urbano e paesaggistico.
Quelli che oggi ci apprestiamo a realizzare si possono considerare come opere prioritarie all’interno di un progetto generale che affronta in modo articolato le complesse problematiche del monumento.

Opere di manutenzione straordinaria e restauro:

SACRESTIA

- Parziale sostituzione della pavimentazione;
- Eliminazione degli infissi in alluminio interni alle finestre;
- Trattamento delle pareti interne, pulizia, stuccatura e scialbatura.

 

- Restauro di varie porzioni della attuale pavimentazione in ceramica;
- Restauro degli stipiti dei varchi di accesso ai locali interni.
- Restauro della bussola in legno di accesso ai locali della sacrestia e degli infissi;
- Restauro e pulizia del lavabo in marmo;
- Restauro cornici e drappeggi in gesso (stucchi).
 

CHIESA

- Sostituzione della bussola interna alla porta d’accesso laterale (S. Martino).

- Restauro e pulizia del pulpito in marmo e parti in legno.
- Restauro cornici e drappeggi in gesso (stucchi) della stessa porta.
 

 

Particolare attenzione merita il lavoro riguardante lo svuotamento delle sottostanti cisterne. Completamente ripiene di detriti fino all’imboccatura, creavano in corrispondenza esterna problemi legati alla umidità risalente, la loro bonifica ha portato a risolvere in modo definitivo vari problemi nella zona della sacrestia. La loro storia è antica, si perde nei tempi, si suppone siano di origine romana e che servissero per l’approvvigionamento idrico di una vasta area abitata.

Per chi vuole comunicare e/o inviare degli scritti relativi all'iniziativa
Tel. 0935/521370 oppure inviare e-mail a
beniculturali@provincia.enna.it

Silvana Bonaccorso

 

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