BENI CULTURALI

 

 

CANTIERI APERTI

Santuario di Papardura,
17 Dicembre 2003, merc. dalle h. 9.30 alle 13.00,
si potrà accedere e visitare il cantiere,
i progettisti, l'arch. che ha curato l'iter per parte provinciale,
saranno a disposizione degli interessati, per illustrare le varie fasi progettuali, di restauro, burocratiche e quant'altro.
L'iniziativa "Cantieri aperti", viene da tempo promossa dalla Provincia Regionale, essa è correlata alla fase finale della pubblicizzazione dei beni immobili che sono oggetto di contributo.
La fase conoscitiva - divulgativa mira, attraverso la conoscenza e la partecipazione a diminuire l'innegabile disagio che le lunghe cantierazioni portano, al coivolgimento nel fatto d'arte, ed infine ad una più consapevole diffusione, uso e fruizione del bene stesso.

 

SANTUARIO DI PAPARDURA

Luogo di intense suggestioni: Il Santuario di Papardura, è incastonato a sud ovest nella rocca del Calvario, nell'Altipiano Ennese, in quel margine ombroso della montagna, rigoglioso, verde ed intriso di acque, che si disperdono ed in parte si convogliano più a valle, nell'antico lavatoio pubblico del XIII sec.
Nel 1660 circa, viene costruito il Santuario, esso sarà arditamente ancorato sull'estradosso di un gran ponte a tutto sesto appositamente realizzato, che collega i due margini rocciosi.
Opera complessa ed audace per il suo tempo, e straordinariamente evocativa per i nostri.
Il suo impianto è ad una sola navata, con abside poligonale che la legenda vuole, sia ricavato da una grotta anticamente dipinta. La chiesa è internamente decorata con stucchi di Giacomo Serpotta, 1696, in parte completati da G.B. Berna nel 1699. La copertura è costituita da un soffitto ligneo a cassettoni, il cui disegno è impostato sulla modularità del quadrato avente al centro un tronco di piramide a base ottagonale. Esso richiama al tetto ligneo della navata centrale della Chiesa Madre ed a quello del SS. Salvatore. Il suo esterno è semplice, è definito nel suo prospetto da un profilo a capanna, da un portale sormontato da un rosone in pietra bianca di Siracusa recentemente restaurati.

 

IL PROGETTO

Mira al consolidamento della copertura che presenta allo stato attuale un sistema strutturale disomogeneo con evidenti squilibri strutturali, al restauro del soffitto ligneo a cassettoni, al restauro del prospetto, alla ridefinizione dello spazio esterno, al rifacimento dell'impianto elettrico ed all'illuminazione interna ed esterna.
 


 

 

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