
ASSESSORATO BENI CULTURALI
SETTORE VII SOCIO CULTURALE
Dirigente Dott. Geppina Gatto
BENI CULTURALI
INIZIATIVA
CANTIERI APERTI
Santuario SS. Crocifisso di Papardura
19 Novembre dalle ore 9.30 alle ore 14.00
Si potrà visitare il Santuario
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L'iniziativa "Cantieri aperti" viene da tempo promossa dalla Provincia Regionale di Enna e curata dall’Arch. Silvana Bonaccorso. Essa è correlata alle fasi di pubblicizzazione dei beni immobili oggetto di contributo finanziario. La fase conoscitiva-divulgativa mira attraverso la conoscenza e la partecipazione ad una più consapevole diffusione, uso e fruizione del bene stesso. Saranno presenti Rappresentanti della Soprintendenza ai BB.CC.AA di
Enna. Saranno presenti rappresentanze delle scuole
provinciali. Il Santuario di Papardura Luogo di intense suggestioni: Il Santuario di Papardura, è incastonato a sud ovest nella rocca del Calvario, nell'Altipiano Ennese, in quel margine ombroso della montagna, rigoglioso, verde ed intriso di acque, che si disperdono ed in parte si convogliano più a valle, nell'antico lavatoio pubblico del XIII sec. Nel 1660 circa, viene costruito il Santuario, esso sarà arditamente ancorato sull'estradosso di un gran ponte a tutto sesto appositamente realizzato, che collega due margini rocciosi. Opera complessa ed audace per il suo tempo, e straordinariamente evocativa per i nostri. Il suo impianto è ad una sola navata, con abside poligonale che la legenda vuole, sia ricavato da una grotta anticamente dipinta. La chiesa è internamente decorata con stucchi della scuola di Giacomo Serpotta, 1696, in parte completati da G.B. Berna nel 1699. La copertura è costituita da un soffitto ligneo a cassettoni, il cui disegno è impostato sulla modularità del quadrato avente al centro un tronco di piramide a base ottagonale. Esso richiama al tetto ligneo della navata centrale della Chiesa Madre ed a quello del SS. Salvatore. Il suo esterno è semplice, è definito nel suo prospetto da un profilo a capanna, da un portale sormontato da un rosone in pietra bianca di Siracusa recentemente restaurati
E’ costituita da rocce di origine sedimentaria di età pliocenica, meglio conosciuti come calcareniti e sabbie di Capodarso. Sono calcareniti litoidi ben cementate, di colore arancio rossastro, ricchi di microfauna di ambiente nefritico, (gasteropodi, lamellibranchi, gasteropodi ecc.) e microfauna bentonica, contenenti intercalazioni di calcareniti tenere a stratificazione incrociata. Caratteristiche morfologiche. L’area è caratterizzata dall’affioramento di calcareniti litoidi, sono rocce coerenti, e danno origine a morfologie aspre, spesso prive di vegetazione, con versanti acclivi e brusche variazioni di pendio. Sono organogene, ben cementate, si presentano integre e poco disponibili all’erodibilità. IL PROGETTO Mira al consolidamento della copertura che presenta un sistema strutturale disomogeneo con evidenti squilibri strutturali, quindi al restauro del soffitto ligneo a cassettoni, al restauro dei prospetti, alla ridefinizione dello spazio esterno, al rifacimento dell'impianto elettrico ed all'illuminazione interna ed esterna. Il restauro del SS. Crocifisso di Papardura inizia
nell’agosto del 2003. Completato
si è proceduto alla demolizione della copertura in latero - cemento che viene eseguita a tratti, dopo aver impostato sull’estradosso del cassettonato ligneo un piano con tavolate in abete a protezione del cassettonato stesso. Dopo una ricognizione dettagliata sullo stato del manufatto, resa possibile a ponteggi eseguiti e dopo lo svellimento della copertura preesistente, si è reso necessario apportare alcune modifiche che non variano l’indirizzo del progetto originario. ![]() ![]()
Tale intervento è stato preceduto: ·
Dalla demolizione del cordolo perimetrale fino all’imposta delle
vecchie catene in legno che ha permesso di restaurarne le testate;
La nuova copertura ha riproposto quella originaria con la realizzazione di n. 6 capriate in legno lamellare, montate in sito, ad interasse variabile, da m. 2.50 a m. 2.80 poggiate sulle travi IPE poste lungo i muri perimetrali longitudinali.
La circolazione dell’ aria nel sottotetto, necessaria per la traspirazione del legno, è garantita dalla realizzazione di 8 fori da cm 8 sulla cornice perimetrale coperti da una griglia antiintrusione e dalla collocazione di n. 8 coppi aeratori con reticella in ottone in prossimità del colmo.
Sono stati restaurati i prospetti. Dove necessario si è liberato il muro dallo strato di intonaco cementizio, si è operata una rincocciatura con scampoli di pietra simile all’originaria e malta di calce con successivo strato di finitura. I cantonali costituiti da pietra squadrata, liberati dall’intonaco cementizio che li ricopriva, sono stati lasciati a faccia vista, infine le superfici non a vista sono stati ricoperti da uno strato di finitura in tono con la pietra della cornice e dei cantonali. Si è provveduto a consolidare la volta a botte su cui poggia la chiesa.
Si è ridefinito lo spazio esterno, procedendo con la demolizione delle superfetazioni, con l’eliminazione delle vecchie ringhiere in ferro, con la sostituzione della obsoleta pavimentazione in battuto di cemento ed asfalto, con una pavimentazione in pietra locale con provenienza Montagna di Aidone
Sono state inserite delle griglie in ghisa per la raccolta delle acque piovane ed inseriti apparecchi da incasso per l’illuminazione del prospetto principale, del porticato e del percorso carrabile.
L’illuminazione:
RESTAURO CASSETTONATO LIGNEO
Il soffitto ligneo conclude ed
impreziosisce la spazialità interna del Santuario del SS. Crocifisso di Papardura. Disegnato sulla modularità del quadrato avente al centro un
Il percorso di restauro del cassettonato ha inizio con la pulizia dell’estradosso dai materiali di
varia natura accumulati nel tempo e dall’aspirazione di polveri ed
escrementi.
RESTAURO DELL’APPARATO DECORATIVO DELL’ABSIDE La chiesa è internamente d
Si è provveduto ad un preconsolidamento, al fine di stabilire adesione e coesione della pellicola pittorica e degli strati di intonaco-tonachino. Le decorazioni sono state rimesse in luce con rimozione meccanica a bisturi dei diversi strati di scialbature. Si è proceduto con le varie fasi di restauro fino alla reintegrazione del film pittorico.
Silvana Bonaccorso Per chi vuole comunicare e/o inviare degli scritti relativi all'iniziativa Tel. 0935/521370 oppure inviare e-mail a beniculturali@provincia.enna.it MAIL PERVENUTE Il restauro è il momento del riconoscimento dell’opera d’arte in quanto tale ovvero il mezzo che tramanda la cultura nei secoli e che dà all’uomo la possibilità di conoscere e di fruire i manufatti del passato. L’iniziativa “ Cantieri aperti” promossa dall’arch. Silvana Bonaccorso, è un’occasione che permette di avvicinarmi in modo diretto a quel mondo vasto ed affascinante che è l’architettura. Nel caso specifico il restauro del Santuario del Crocifisso di Papardura è uno straordinario esempio di “restauro completo”, in cui gli interventi sul ligneo, sul pittorico e sull’architettonico-strutturale si compenetrano e si completano facendo sì che il restauro risulti davvero interessante. La mano dell’uomo interviene sull’opera d’arte al fine di conservarla e di rafforzarla nella sua struttura pericolante, così il consolidamento della copertura è risultato di primaria importanza. Si tratta di un intervento complesso la cui iniziale demolizione è stata seguita dalla realizzazione di nuovi cordoli perimetrali, di nuove capriate lignee e dal rifacimento del tetto in latero-cemento. I lavori sono stati eseguiti con scrupolosa attenzione e cura al fine di non danneggiare il sottostante meraviglioso soffitto ligneo a cassettoni che grazie al lavoro attento e meticoloso dei restauratori, eliminando patine e vernici, lo hanno riportato al suo antico splendore. Grazie all’opera di tecnici specializzati e di enti promotori, la città può riappropriarsi di beni architettonici ed artistici che inorgogliscono i suoi cittadini. Francesca Fazio
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