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Distanza su strada da Enna 49,2 Km.

Le sue origini sono incerte, i ritrovamenti archeologici fanno presupporre l'esistenza di una cittÓ greca. Secondo alcuni storici i bizantini innalzarono una fortezza per difendersi dalle incursioni musulmane; a questo periodo risale quasi certemente la chiesa di S.Nicol˛ (S.Biagio), detta in seguito S.Nicol˛ Le Petit per distinguerla dalla pi¨ grande, oggi S.Nicola. Sotto gli arabi divenne una agguerrita fortezza e un avamposto fondamentale essendo alla confluenza delle tre Valli (Val Demone, Val di Noto, Val di Mazzara).

L'espansione urbanistica si sviluppa dopo la conquista di Ruggero d'Altavilla e attorno al 1100 sono attive molte delle chiese tra cui l'attuale S. Maria Maggiore; risulta cittÓ demaniale e in epoca sveva una delle prime cittÓ di Sicilia.

I Ventimiglia, tra le famiglie feudali pi¨ potenti di Sicilia, risiedono a Nicosia e nella Chiesa di S.Nicol˛ Ŕ presente il loro stemma tra le pitture del fastoso tetto ligneo, il "Tectum dipintum", copertura lignea di pregio che trova pochi riscontri presso gli edifici chiesastici medievali d' Europa: cavalieri e donne, scene d'amore e di caccia, soggetti religiosi e leggende classiche, temi geometrici e zoomorfi. Durante questo periodo si sviluppano le rivalitÓ civili e religiose tra "Mariani" e "Nicoleti" (la costruzione della chiesa di S.Nicol˛ risale infatti al XIV secolo), tra nobiltÓ latina e nuova nobiltÓ catalana; la cittÓ, attraverso la costruzione della cosiddetta "Porta di mezzo", viene a dividersi in due.

Sono molte e fastose le chiese del periodo castigliano e spagnolo (XVI-XVII secolo) e non da meno Ŕ la costruzione di palazzi baroccheggianti e neoclassici che artisti famosi come il Borremans e il Velasco vengono a decorare.

Fiorente risulta l'artigianato del ferro battuto e dell' ebanisteria. Nel circondario di Nicosia si trovano le due Riserve naturali Campanito-Sambughetti e Monte Altesina, ricche di fonti d'acqua e grotte istituite nel 2000; sono turisticamente molto interessanti per il paesaggio vegetale, la geologia e la morfologia tipici rispettivamente dei Nebrodi e degli Erei, finalizzate alla tutela e alla valorizzazione dell'ambiente.